Esempi linee vita
Premessa fondamentale nell’illustrare i criteri di
scelta di un sistema di ancoraggio è che non esistono sistemi standard
adatti a tutte le coperture. L’aspetto cruciale da tenere sempre in primo piano è che OGNI COPERTURA NECESSITA DI UN SISTEMA DI ANCORAGGIO STUDIATO PER LE PROPRIE PECULIARI CARATTERISTICHE.
Gli elaborati grafici sotto riportati (peraltro privi di quote e di ogni altra indicazione dimensionale) sono proposti con l'unico scopo di dare all'utente un'idea di cosa sia in pratica un sistema anticaduta. Non devono, quindi, essere superficialmente "presi per buoni" per essere adattati ad una qualsiasi copertura. Trattandosi di un sistema atto a proteggere l'operatore dal rischio di caduta dall'alto, non può essere affidato all'improvvisazione, bensì alla valutazione di professionisti esperti in materia.
Le soluzioni tecniche riportate hanno solo scopo indicativo e non vogliono quindi sostituirsi alle complesse valutazioni dei professionisti.
1)COPERTURA
A CAPANNA
Soluzione tecnica:
adatta per esigenze di grande libertà di movimento con più operatori
contemporaneamente sulla copertura, con
linea vita UNI EN 795 in classe C ed
ancoraggi puntuali sottotegola per evitare l’effetto pendolo e per il
percorso, entrambi in UNI EN 795 in classe A2. Tale soluzione si applica con
colmi di lunghezza superiore ai 5 metri.
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2)COPERTURA
A PADIGLIONE “corto”
Soluzione tecnica:
da utilizzare in coperture dove il colmo è molto corto in sostituzione della
linea vita come citato dal
DPGR n. 62/R del 2005_ Art. 10, comma 2. Si tratta di una soluzione da
adottare con molta cautela. L'assenza di una linea orizzontale anticaduta
costringe l'operatore ad attaccare e staccare continuamente i due cordini
dai punti di ancoraggio in classe UNI EN 795 in classe A2 per lavorare in
sicurezza. Il risultato è che spesso l'operatore "per fare prima" non adotta
la prassi suddetta e si muove sul tetto senza protezione.
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3)COPERTURA A PADIGLIONE “lungo”
Soluzione tecnica:
adatta per esigenze di grande libertà di movimento con più operatori
contemporaneamente sulla copertura, con linea vita UNI EN 795 in classe C ed
ancoraggi puntuali sottotegola per evitare l’effetto pendolo e per il
percorso, entrambi in UNI EN 795 in classe A2. Da notare che sul palo viene
posto un ancoraggio UNI EN 795 in classe A1 per lavorare in sicurezza
sull’estensione longitudinale della linea.

4)COPERTURA A PIRAMIDE
Soluzione
tecnica: si
può equiparare ad una copertura a padiglione con colmo breve con la
differenza che viene montato un ancoraggio UNI EN 795 in classe A1 sull’apice della
copertura, devono essere sempre presenti gli ancoraggi puntuali sottotegola
per evitare l’effetto pendolo e per il percorso, entrambi in UNI EN 795 in
classe A2. Tale soluzione implica l’intervento di un solo operatore.
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5)COPERTURA PIANA
Soluzione tecnica:
adatta per esigenze di grande libertà di movimento con più operatori
contemporaneamente sulla copertura, con linea vita UNI EN 795 in classe C ed
ancoraggi puntuali per evitare l’effetto pendolo e per l’eventuale percorso,
entrambi in UNI EN 795 in classe A1. Da notare che la linea vita è
particolarmente arretrata dal bordo in quanto si opera con tecnica a
compasso all’estremità della stessa mediante ancoraggio UNI EN 795 in classe
A1.
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6)COPERTURA
PIANA “complessa”
Soluzione tecnica:
adatta per esigenze di grande libertà di movimento con più operatori
contemporaneamente sulla copertura, con linea vita UNI EN 795 in classe C.
La linea posta perimetralmente permette di operare in trattenuta sul bordo
evitando qualsiasi ancoraggio puntuale ed evidenzia un’area sicura al suo
interno. L’utilizzo di una linea vita sul bordo del fabbricato è da
valutarsi attentamente esponendo di fatto l’operatore al rischio di caduta.
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7)COPERTURA A FALDE “complessa”
Soluzione tecnica:
adatta per esigenze di grande libertà di movimento con più operatori
contemporaneamente sulla copertura, con linea vita UNI EN 795 in classe C ed
ancoraggi puntuali sottotegola per evitare l’effetto pendolo e per il
percorso, entrambi in UNI EN 795 in classe A2. Da notare che sul palo viene
posto un ancoraggio UNI EN 795 in classe A1 per lavorare in sicurezza
sull’estensione longitudinale della linea, qualora i displuvi non dividono
le falde secondo la bisettrice è consigliabile utilizzare un unico
ancoraggio UNI EN 795 in classe A1 per evitare l’effetto pendolo.
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