Terminologia / Definizioni
Accesso alla copertura: il punto, raggiungibile mediante un percorso, in
grado di consentire il trasferimento in sicurezza di un operatore e di
eventuali materiali ed utensili da lavoro sulla copertura.
Si ricorda che l'errore più comune è considerare come punto di accesso una
piattaforma semovente o autocarrata, non valida per tale utilizzo come
specificato nei libretti di uso e manutenzione dei mezzi stessi.
Ancoraggio strutturale: l’elemento o gli elementi fissati in modo permanente
ad una struttura, a cui si può applicare un dispositivo di ancoraggio o un
dispositivo di protezione individuale ai sensi della norma UNI EN 795.
Apprestamenti: le opere provvisionali necessarie ai fini della tutela della
salute e della sicurezza dei lavoratori come ponteggi, trabattelli, ponti su
cavalletti, impalcati, parapetti, andatoie, passerelle.
Assorbitori di energia:
Un assorbitore di energia è un componente di un sistema di arresto caduta. Esso è progettato per disperdere l'energia cinetica acquistata dall'utilizzatore nel corso di una caduta dall'alto, rallentando in tal modo la velocità di caduta.
Un assorbitore di energia può essere disponibile:
- come componente di un sistema di arresto caduta;
- integrato al cordino UNI EN 354;
- integrato all'imbracatura per il corpo UNI EN 361
L'assorbitore di energia è progettato per fornire, in caso di caduta, una forza frenante massima non superiore a 6 kN e tale che la distanza di arresto sia inferiore a 2 volte la lunghezza totale dell'assorbitore di energia compreso il cordino più 1,75 m.
Dopo una caduta o un entrata in funzione il dispositivo DEVE ESSERE SOSTITUITO
Copertura: la
delimitazione superiore dell’involucro edilizio finalizzata alla protezione
dello stesso dagli agenti atmosferici, costituita da una struttura portante
e da un manto di copertura; la copertura assume diverse denominazioni in
relazione sia al materiale usato per la struttura o per il manto
superficiale, sia alla configurazione strutturale come ad esempio a tetto, a
terrazza, a cupola.
Copertura fortemente
inclinata: copertura con pendenza oltre il 50% (> 26,5°).
Copertura inclinata: copertura con pendenza oltre il 15%
ma inferiore al 50%
(>8,5° e < 26,5°).
Copertura non portante: copertura costituita da materiali fragili (es.
vetroresina, solette costituite da tavelloni in cotto, strutture in legno in
cattivo stato di conservazione) o friabili (es. cemento-amianto), che non
può sostenere né il peso delle persone né quello degli eventuali materiali
depositati, ovvero che ha un valore della portata riferita ai carichi
verticali concentrati inferiore a 2,00 kN/ m2.
Copertura non praticabile: copertura sulla quale non è possibile l’accesso
ed il transito di persone senza predisposizione di particolari mezzi e/o
misure di sicurezza contro il pericolo di caduta di persone e/o cose
dall’alto e contro i rischi di scivolamento.
Copertura orizzontale o sub-orizzontale: copertura con pendenza fino al 15%
(< 8,5°).
Copertura percorribile: copertura che per caratteristiche proprie (fisiche e
geometriche) consente la pedonalizzazione sicura e che, inoltre, è esente da
rischi esterni inducibili all’interno e/o da rischi interni esportabili
all’esterno.
Copertura portante: copertura che può sostenere sia il peso delle persone
che degli eventuali materiali depositati, ovvero che ha un valore della
portata riferita ai carichi verticali concentrati non inferiore a 2,00 kN/m2
(vedi D.M. 14/09/2005 “Norme tecniche per le costruzioni”).
Copertura praticabile: copertura sulla quale è possibile l’accesso ed il
transito di persone, anche con attrezzature portatili, senza predisposizione
di particolari mezzi e/o misure di sicurezza, in quanto non sussistono
rischi di caduta di persone e/o di cose dall’alto né rischi di scivolamento
in condizioni normali.
Copertura protetta: copertura munita di uno o più sistemi di protezione
oggettiva posti lungo il perimetro.
Connettori
Si devono utilizzare connettori marcati CE conformi alla UNI EN 362 a chiusura e bloccaggio automatici e tali che si possano aprire solamente con almeno due movimenti volontari consecutivi.
Si distinguono le seguenti tipologie di connettori:
- a gancio, utilizzati con ancoraggi fissi o su linee di ancoraggio flessibili orizzantali
di acciaio;
- ovali (moschettoni), utilizzati per la connessione diretta su
di ancoraggio flessibili orizzontali in corda;
- a pinza, utilizzati nei
casi in cui non ci siano strutture con punti di ancoraggio predisposti ad
interfacciarsi con connettori ovali o a ganci. Si deve verificare che tutti
gli elementi di accoppiamento siano compatibili l'uno con l'altro onde
evitare rilasci non voluti o sovraccarichi sugli elementi stessi.
L'utilizzatore deve, inoltre, verificare che i dispositivi di chiusura
primario e secondario siano in posizione di sicurezza sia al momento di
indossare il DPI, sia periodicamente durante l'uso.
Cordini I cordini a norma UNI EN 354
sono utilizzati come elementi di collegamento o come componenti nei sistemi di arresto caduta definiti nella UNI EN 363. Un cordino può essere costituito da una corda di fibra sintetica, una fune metallica, una cinghia o una catena e le sue estremità devono essere dotate entrambe di terminali idonei.
Il cordino può essere a lunghezza fissa o regolabile e dotato o meno di assorbitore di energia UNI EN 355.
La lunghezza di un cordino fisso o regolabile che comprende l’assorbitore di energia, se presente, e i terminali (ad es.connettori o anelli) non deve essere maggiore di 2 m.
Dispositivi anticaduta di tipo retrattile Un dispositivo di arresto caduta di tipo retrattile è un dispositivo dotato di funzione autobloccante e di sistema automatico di tensione e di richiamo del cordino, ovvero del cordino retrattile.
La funzione di dissipazione di energia può essere incorporata nel dispositivo stesso oppure il cordino retrattile può incorporare un assorbitore di energia.
La funzione di dissipazione / l'assorbitore di energia è progettato per disperdere l'energia cinetica acquistata dall'utilizzatore nel corso di una caduta dall'alto, rallentando in tal modo la velocità di caduta.
Il cordino retrattile può essere costituito da una fune metallica, una cinghia o una corda di fibra sintetica.
Il dispositivo anticaduta di tipo retrattile è progettato per fornire, in caso di caduta, una forza frenante massima non superiore a 6 kN e tale che la distanza di arresto sia inferiore a 2 m.
Dopo una caduta o un entrata in funzione il dispositivo DEVE ESSERE ALIENATO DALL'UTILIZZO ed inviato a revisione / manutenzione presso UN CENTRO AUTORIZZATO DAL COSTRUTTORE
(Siderlavori è certificato per la revisione degli arrotolatori).
E' importante leggere attentamente il manuale d'uso e manutenzione del dispositivo per poter individuare le modalità di utilizzo previste per esso dal costruttore. Ad esempio solo pochi modelli di dispositivo retrattile possono essere utilizzati su piani inclinati o quasi orizzontali e questo deve essere esplicitamente scritto nel manuale d'uso.
Dispositivo di ancoraggio: l’elemento o la serie di elementi o componenti
contenente uno o più punti di ancoraggio secondo quanto previsto dalla norma
UNI EN 795.
Dispositivo di protezione individuale (DPI) contro le cadute dall’alto: il
dispositivo atto ad assicurare una persona ad un punto di ancoraggio in modo
da prevenire o arrestare in condizioni di sicurezza una caduta dall’alto
secondo quanto previsto dalla norma UNI EN 363.
Elaborato tecnico della copertura: il documento contenente indicazioni
progettuali, prescrizioni tecniche, certificazioni di conformità e quanto
altro è necessario ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi
per la caduta dall’alto a cui sono esposti i soggetti che eseguono lavori
riguardanti la copertura.
Gancio di sicurezza da tetto: l’elemento da costruzione posto sulla
superficie di un tetto a falde per assicurare le persone e per fissare
carichi principalmente utilizzati per la manutenzione e la riparazione dei
tetti secondo quanto previsto dalla norma UNI EN 517.
Imbracature anticaduta: L'imbracatura di sicurezza è un componente del sistema di arresto caduta che funge principalmente da supporto per il corpo dell'utilizzatore ai fini dell'arresto caduta.L'imbracatura è provvista di uno o più elementi di attacco (punti di collegamento) conformati ad anello collocati in posizione dorsale e/o sternale, che permettono di agganciarla all'estremità libera dell'elemento di trattenuta del sistema di arresto caduta.
Prima dell'uso l'imbracatura deve essere adattata al corpo dell'utilizzatore regolando opportunamente la larghezza delle cinghie: un utilizzo improprio dell'attrezzatura può renderla inefficace, se non addirittura controproducente, ai fini della tutela della sicurezza dell'utilizzatore in caso di caduta.
L'imbracatura per il corpo può comprendere cinghie, accessori, fibbie o altri elementi, disposti e montati in maniera opportuna per sostenere il corpo dell'utilizzatore e tenerlo durante la caduta e dopo l'arresto della stessa.
Linea di ancoraggio: la linea flessibile
(volgarmente ed impropriamente detta linea vita) tra ancoraggi strutturali a cui si
può applicare il dispositivo di protezione individuale ai sensi della norma
UNI EN 795.
Percorso di accesso alla copertura: il tragitto che un operatore deve
compiere internamente od esternamente al fabbricato per raggiungere il punto
di accesso alla copertura;
Punto di ancoraggio: l’elemento a cui il dispositivo di protezione
individuale può essere applicato dopo l’installazione del dispositivo di
ancoraggio secondo quanto previsto dalla norma UNI EN 795.
Sistema di arresto caduta: il sistema di protezione individuale contro le
cadute dall’alto comprendente un’imbracatura per il corpo e un sottosistema
di collegamento ai fini dell’arresto caduta secondo quanto previsto dalla
norma UNI EN 363.
Transito ed esecuzione di lavori sulla copertura: la possibilità di
spostamento e di lavoro in sicurezza su tutta la superficie delle coperture
in oggetto di progettazione.
Inviando la pianta della Vostra copertura a info@siderlavori.it riceverete,
dopo un nostro eventuale sopralluogo mirato a raccogliere tutte le
informazioni necessarie, un preventivo gratuito del sistema di ancoraggio
anticaduta studiato per la vostra copertura , più comunemente detto linea
vita.
Siderlavori progetta ed installa linee vita e sistemi anticaduta a Carrara,
Firenze, Arezzo, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa, Piombino, Pisa, Pistoia,
Genova , La Spezia , Sarzana , Roma , nel Lazio, in Liguria , in Toscana ed
in tutto il centro Italia
|